28 novembre 2019

da ArtsLife - Silvia Eleonora Salvadori: viaggio nell’antica bottega d’arte toscana

Le opere di Silvia Eleonora Salvadori miscelano arte medievale, Rinascimento e influsso gotico.

Arezzo città dal fascino medievale, ha una delle poche Botteghe in Italia, se non l’unica e dal squisito stile seicentesco, dove si utilizzano le antiche tecniche pittoriche tramandateci da Cennino Cennini e da Giorgio Vasari. Stiamo parlando della Bottega d’Arte Toscana, della Maestra e Artista Silvia Eleonora Salvadori le cui opere traggono ispirazione non solo dall’arte Medievale, ma anche da quella gotica e dal primo Rinascimento di ambito fiorentino e senese. I suoi personaggi sacri e profani, le architetture e i paesaggi vengono non solo fedelmente riprodotti su commissione, ma anche rivisitati con un’accuratezza e delicatezza che fanno chiaramente trasparire l’abilità dell’artista, il cui stile richiama quello di Simone Martini e Duccio di Buoninsegna.
Le sue opere sono come fiabesche atmosfere che prendono vita e ci proiettano in quel mondo antico e lontano a contatto con santi, dame e cavalieri. La cura delle sue opere è tale che, sfiorandole delicatamente, è possibile avvertire la consistenza di ciò che rappresentano, anziché delle semplici, seppur meticolose pennellate.

I colori morbidi, l’uso di pietre preziose e dell’oro zecchino danno una regalità senza pari ad ogni soggetto. Le sue opere incarnano perfettamente il carattere e la sensibilità di Silvia, ed è come se lei stessa fosse in ogni sua opera e ne infondesse una scintilla di vita. Citando la storica dell’arte Annamaria Parlato: « (…) Silvia è nella sua arte, e il suo saper sperimentare, ricercare sapientemente saperi ormai perduti, riesce con animo gentile a far rivivere nelle sue tavole istoriate, la “maniera” dei Maestri che hanno reso grande la storia dell’arte.» L’artista e imprenditrice Silvia Eleonora Salvadori, (Sinalunga 1978) è diplomata all’Istituto d’Arte Duccio di Buoninsegna di Siena, laureata in Archeologia presso l’università di Siena e nel 2004 ha conseguito un master Europeo in Conservazione e Gestione dei Beni Culturali. Curatrice di mostre e collezioni non solo in Italia ma anche all’estero, è inoltre fine fisionomista, specializzazione che sfrutta anche per riprodurre non solo volti umani, ma anche ritratti di animali.

La sua Bottega ad Arezzo, visitabile anche su prenotazione, è uno scrigno magico dal quale lei stessa estrae, come tanti tesori, gli innumerevoli colori che vanno a dipingere ogni sua opera.

 

Pubblicato da: "ArtsLife" https://artslife.com/2019/11/28/silvia-eleonora-salvadori-viaggio-nellantica-bottega-darte-toscana/

16 Luglio 2018

Riproduzioni d'arte di Simone Martini nella Siena Medievale

Le riproduzioni d’arte di Simone Martini, l’artista della Siena Medievale, sono un grande classico della pittura toscana. Conosciuto anche come Simone Senese, è un pittore del Trecento noto per essere stato uno degli artisti più influenti del suo tempo: dalla Madonna col Bambino all’angelo annunciante, Martini ha come maestri Duccio di Buoninsegna e come colleghi Sano di Pietro, e Pietro e Ambrogio Lorenzetti. La storia ci insegna che lo stesso si formò con molta probabilità all’interno della bottega di Duccio Di Buoninsegna con il quale ebbe ottimi rapporti per tutta la vita, ma che non lasciò una forte impronta nello stile del Martini sicuramente più concentrato nella cura della plasticità delle figure riprodotte rispetto ai suoi collaboratori e gli altri artisti della Siena medievale. I dipinti di Simone Martini sono tutti di ispirazione religiosa: fin dall’inizio della sua carriera, sbocciata effettivamente intorno ai 22-25 anni, il maestro si concentrò sulla riproduzione della Madonna con bambino, modificandone le caratteristiche e crescendo esponenzialmente dal punto di vista della tecnica. Anche lui, come Giotto, infatti, diede molta importanza alla prospettiva ed al suo uso e si discostò da quelli che erano i messaggi dell’epoca. E’ il realismo immesso in ogni sua opera d’arte che rende il suo discorso artistico diverso da quello degli altri pittori, sebbene maestri come Sano Di Pietro un secolo dopo, Pietro Lorenzetti Ambrogio Lorenzetti come collaboratori e discepoli si avvicinarono molto a quello che era il suo stile: come miniatori tutti conoscevano l’importanza della punzonatura e più di una volta la utilizzarono per dare rilievo a più di un particolare nelle proprie opere.

Le riproduzioni d’arte di Simone Martini, maestro della Siena Medievale

Silvia Salvadori è un’artista contemporanea dotata e preparata: specializzata nel restauro di opere e collaboratrice attiva di molti musei italiani ed internazionali è in grado di dare vita a fini riproduzioni arte di Simone Martini. Una delle opere più interessanti da lei riprodotta è la Madonna con il bambino numero 583.

Si tratta di un dipinto a tempera ed olio su tavola databile intorno al 1305-1310 oggi conservato all’interno della Pinacoteca Nazionale di Siena e tavola centrale di un polittico oggi perduto realizzato per una chiesa. E’ una delle prime opere del maestro e per molti anni fu attribuita a Duccio di Buoninsegna fino a che dopo un restauro non venne studiata approfonditamente e accostata a Martini. E’ lo stile di questo quadro a puntare il dito su una possibile formazione nella bottega di Duccio: è questo che raccontano le vesti dei personaggi, i chiaroscuri, la testa della Madonna a tre quarti e la fisionomia delle persone rappresentate. Ma allo stesso tempo è possibile ritrovare all’interno della tavola segni di originalità, soprattutto nella figura del bambino riprodotto in modo decisamente più accurato rispetto ai canoni dell’epoca. Il particolare nell’opera d’arte di Simone Martini diventa importante e consente di ottenere una riconoscibilità del Bambino Gesù non presente nell’arte di quel tempo.

La Madonna col Bambino: l’arte di Simone Martini nelle riproduzioni della Siena medievale

L’artista, su commissione, riproduce quest’opera con cura ed attenzione, ottenendo risultati incredibili perfetti per arredare qualsiasi parete.

Tra le altre riproduzioni arte di Simone Martini dipinte dalle spettacolari mani di Silvia Salvadori vi è la Madonna Annunciata, dove l’angelo annunciante è contemporaneamente motivo di gioia e di timore nel modo in cui viene riprodotto dall’artista medievale e motivo della creazione di uno dei movimenti lineari pittorici più eleganti della Siena medievale e dell’arte toscana del Trecento in generale.

In questo caso si parla di una tempera su tavola, conservata presso la Galleria degli Uffizi e dipinta dal maestro insieme al cognato Lippo Memmi che realizzò i pannelli laterali per il Duomo di Siena. La Madonna annunciata è considerata uno dei maggiori capolavori dell’arte gotica e quel che colpisce è che sia espressa una grande empatia psicologica all’interno del dipinto Il fondo della tavola, completamente dorato, crea uno spazio ideale chiamato a rappresentare il divino: tutto è dipinto con colori caldi a parte il manto della Vergine che spicca con il suoi blu scuro ed i suoi porpora intensi. Non vi è un chiaroscuro importante riprodotto ma l’illuminazione frontale e parziale da sinistra, creano la giusta ombreggiatura che consente di sostenere una scansione ritmica molto precisa. Il contorno vince sul volume e questo rappresenta un buon cambiamento rispetto alla maggior parte delle opere sacre prodotte in quella particolare epoca medioevale.

Riproduzioni d’arte di Simone Martini, Sano di Pietro, Duccio e Lorenzetti

Silvia Salvadori è specializzata nella riproduzione di arte sacra: tra le opere da lei riprodotte vi sono anche la Madonna col Bambino di Sano di Pietro e di Pietro Lorenzetti. Il primo, pittore del primo rinascimento attivo intorno alla metà del 1400, è stato uno dei maestri del panorama toscano che più hanno lasciato il segno dopo la morte di Simone Martini, sebbene discostandosene in parte.

La Vergine è posta al centro all’interno di una pala circondata dalle vite dei Santi. Il suo sguardo e quello di Gesù Bambino sembrano tristi, quasi a prevedere ciò che il Cristo si troverà ad affrontare nel corso della sua vita. Lo sfondo dorato porta le due figure a spiccare in modo particolare, anche grazie alla scelta dei colori usati, tutt’altro che tenui: l’opera è attualmente esposta a Boston, negli Stati Uniti.

La Madonna con il bambino di Pietro Lorenzetti, parte di un polittico presente nella Chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo, è al contrario un un esempio valido di quella che era l’arte senese del Trecento: pur essendo molto scarse le notizie sulla sua vita si è concordi nel pensare che si sia formato, insieme a Simone Martini, all’interno della bottega di Duccio Di Buoninsegna.

In quest’opera d’arte del maestro è possibile notare gli stessi particolari individuabili nella maggior parte dell’attività pittorica matura di Martini: una cura importante per le ombre, il modo in cui le figure della Vergine e del bambino, nonostante lo sfondo dorato che in qualche modo “cancella” parte di quella prospettiva che il pittore impiegava in modo valido in tutte le sue produzioni, riescono a “bucare” la pala presentandosi in una tridimensionalità importante. Le due figure sono vive e tutt’altro che statiche e lo sguardo che si scambiano rende evidente come in questo soggetto religioso si tenti di perseguire un realismo importante, capace di diffondere il messaggio alla base dell’opera. Il naturalismo tipico di Lorenzetti si sposa perfettamente con il soggetto.
16 Luglio 2018

Riproduzioni d'arte di Pietro Lorenzetti nella Siena Medievale

Le riproduzioni d’arte di Pietro Lorenzetti, artista della Siena medievale insieme al fratello Ambrogio, sono un omaggio a colui che fu uno dei maggiori esponenti dell’arte pittorica senese. Non sono moltissime le notizie giunte fino a noi riguardanti la sua vita ma è opinione comune che sia cresciuto artisticamente, come l’amico e collega Simone Martini, all’ombra di Duccio di Buoninsegna e dei suoi insegnamenti. Sono le sue opere a raccontare questa storia, attraverso le linee ed i colori delle sue composizioni. Conosciuto anche con il nome di Pietro Laurati per via di un errore di citazione del grande Giorgio Vasari, il maestro fu molto attivo nei primi anni del Trecento e rimase influenzato in modo particolare da artisti come Giovanni Pisano e Giotto. Insieme al fratello Ambrogio Lorenzetti fu tra i principali introduttori del naturalismo in un contesto come quello dell’arte senese che era caratterizzato principalmente da un’impronta mistica.

Le riproduzioni d’arte di Pietro Lorenzetti, artista della Siena Medievale

Molte delle opere religiose di Lorenzetti si trovano ancora conservate nelle chiese di Siena, Arezzo e Assisi. Per comprendere quanto importante fu la sua arte è necessario pensare alla Siena medievale e quello che era l’approccio all’arte in quegli anni: seppur si fosse ancora lontani dal Rinascimento il mondo e l’arte con lui iniziavano a risvegliarsi da quel sonno della mente tipico del Medioevo, introducendo nuovi concetti e punti di vista.

I dipinti di Pietro Lorenzetti ne sono un esempio molto importante: insieme al fratello contribuì ad inserire all’interno dell’arte senese, e non solo, un nuovo modo di vedere la pittura e di esprimere messaggi attraverso l’uso del pennello.

Tutti dipinti di Pietro Lorenzetti hanno lasciato il segno nel mondo dell’arte ma la sua più grande opera è senza dubbio un affresco a tempera presente nella Basilica inferiore di Assisi in cui dipinse grandi quadri riproducenti la Crocifissione, la Deposizione dalla croce ed il Compianto, dando spazio proprio a quel naturalismo che lo ha reso famoso all’interno dell’arte gotica. E’ importante, per capire quanto questo artista sia rilevante, riconoscere come Giotto e le sue opere furono influenti nel modo in cui il maestro decise poi di esprimere il proprio estro. L’allontanamento da Duccio Di Buoninsegna e dai suoi insegnamenti è un percorso che è possibile visionare man mano con il passare dei decenni e della sua attività. Questo non rappresenta un male, anzi: è il sintomo principale di quel particolare modo di vedere la pittura che renderà l’artista e suo fratello in qualche modo precursori di quello che poi accadrà con il Rinascimento. Pur essendo questi pittori in parte “schiavi” della concezione bizantina riescono in qualche modo a superarla, almeno concettualmente.

Riproduzione de “La madonna col Bambino” di Pietro Lorenzetti

Tra le riproduzioni arte di Pietro Lorenzetti create dalle mani sapienti di Silvia Salvadori vi è quella della Madonna col Bambino, parte di un polittico tutt’ora conservato presso la Chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo ed attualmente oggetto di restauro.

Nel complesso l’opera è una delle più importanti del Trecento e una delle poche che è possibile osservare nel suo luogo d’origine pur tenendo da conto i movimenti del polittico all’interno della Chiesa negli ultimi secoli. Fu il vescovo Guido Tarlati di Pietramala a dare l’incarico all’artista senese colpito dalle opere di Pietro Lorenzetti e dal particolare stile da esso impiegato, molti simile a quello di Giotto e Duccio di Buoninsegna e del fratello Ambrogio Lorenzetti.

Il polittico di Arezzo di cui fa parte la Madonna con Bambino non è importante solo perché esempio di pregevole arte gotica medioevale ma anche per l’esistenza del contratto di commissione, giunto fino a noi e datato 17 aprile 1320 che obbligava il maestro a dipingere “belle figure” con colori di alta qualità su fondo d’oro zecchino lasciando la preparazione del supporto ligneo e la scelta del soggetto al committente. Il modo in cui le due figure interagiscono e le loro linee danno piena rappresentazione del naturalismo al quale il pittore era tanto affezionato.

Altrettanto interessante, nello stesso Polittico è l’Annunciazione posta proprio sopra la Madonna con Bambino. L’angelo annunciante è perfettamente inserito nel contesto e nella prospettiva scelta dall’autore.

Le riproduzioni d’arte di Pietro Lorenzetti, e di Duccio, Simone Martini e Sano di Pietro

Tra le riproduzioni arte di Pietro Lorenzetti eseguite dalle mani esperte di Silvia Salvadori vi sono anche la Madonna Annunciata di Simone Martini, quella di Duccio di Buoninsegna e di Sano di Pietro. Diversi approcci artistici a quello che è un comune tema nell’arte sacra del Trecento e del Quattrocento con la necessità, nonostante alcune similitudini, di fare dei distinguo. Mentre infatti Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti sono maestri del Trecento, Sano di Pietro più che un’artista medievale, essendo nato e operando nel XV secolo è da considerare molto più vicino al rinascimento di quel che si creda.

Stilisticamente la Madonna con bambino di Sano Di Pietro ricorda molto lo stile utilizzato dai suoi colleghi della Siena Medievale ma allo stesso tempo è palese come l’artista se ne distacchi regalando una diversa emozione alla scena riprodotta: in questo caso infatti le figure spiccano particolarmente per la scelta del colore su sfondo dorato proprio come accadeva con l’omonima opera di Duccio di Buoninsegna, ma si elevano agli occhi dello spettatore per la loro espressione triste e carica di quel futuro tragico e salvifico che Gesù Bambino sarà costretto a vivere per espiare i peccati del mondo. Il rimando alla Passione è ben definito e comprensibile anche se si è privi di conoscenza specifica della simbologia del quadro.

Particolarmente importante, tra le opere riprodotte da Silvia Salvadori, è la Madonna Annunciante di Simone Martini. Basta osservare la scena per comprendere come il maestro senese, dipingendo questo soggetto sacro riuscì a trasformare una semplice opere d’arte in uno dei gioielli più apprezzati di tutta l’arte gotica del Trecento. Ancora oggi apprezzata da critici ed appassionati essa porta con se la testimonianza della creazione di uno dei movimenti lineari pittorici più eleganti della Siena medievale e dell’arte toscana del Trecento.

Nello specifico il dipinto è una tempera su tavola attualmente conservata presso la Galleria degli Uffizi e dipinta dal Martini insieme al cognato Lippo Memmi che realizzò i pannelli laterali per il Duomo di Siena. E’ l’empatia psicologica presente all’interno del dipinto a portare il messaggio alla base dell’opera a spiccare in modo particolare, insieme all’uso di una simbologia e di una prospettiva impeccabile.

27 Febbraio 2019

Riproduzione dipinti rinascimentali: la classe di Sano di Pietro

Sano di Pietro è un grande maestro della pittura Senese del XV secolo. La Maestra Silvia Salvadori, nell’eseguire la riproduzione, utilizza le stesse tecniche e gli stessi strumenti dei contemporanei di Sano di Pietro. Il processo di produzione è realizzato interamente a mano e il risultato è enormemente suggestivo.

Uno degli esempi più belli è quello del Gesù Bambino di Sano di Pietro. Questa opera particolare è realizzata con tempera al tuorlo d’uovo su fondo oro zecchino 23k, secondo le tecniche della scuola rinascimentale senese.

Il Gesù Bambino di Sano di Pietro è un classico della pittura rinascimentale. La riproduzione è eseguita interamente a mano

Altra splendida opera quella della Madonna col Bambino, sempre di Sano Pietro. In questo caso, la Maestra Salvadori ha reso in maniera mirabile le espressioni del viso. L’icona sacra è stata realizzata con tempera e foglia d’oro su legno come nella pittura rinascimentale antica. L’Opera è stata eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec per una riproduzione senza pari.

Riproduzione dipinti rinascimentali: i quadri antichi con le icone dei Santi

 

Le Icone dei santi sono un tema ricorrente della pittura rinascimentale. La riproduzione dei dipinti rinascimentali dei santi viene eseguita con estrema accuratezza. Ad esempio, l’icona raffigurante Santa Dorotea che tiene tra le pieghe della veste un delicato bouquet di fiori.

La Madonna: protagonista della pittura rinascimentale

 

La pittura del Rinascimento ha nella Madonna una assoluta protagonista. La Maestra Salvadori, ha realizzato diverse riproduzioni di dipinti rinascimentali che hanno la Beata Vergine al centro. Una è certamente la Madonna col Bambino di Botticelli  realizzata con tempera e oro zecchino 23 k applicato a foglia e in polvere, e oro zecchino in conchiglia. L’uso di pigmenti pregiati (lapislazuli) ha ulteriormente impreziosito l’opera.

La Madonna del Parto, altra grande riproduzione di dipinto rinascimentale realizzato interamente a mano, è invece un omaggio personale al più grande artista del Rinascimento di Arezzo, Piero della Francesca. L’utilizzo della stessa tecnica pittorica originale in uso nel XV sec su una preziosa tavola in legno antico hanno creato un risultato davvero suggestivo.

La Madonna dell’Umiltà di Gentile da Fabriano, è invece un’opera con uno sfondo decisamente più decorativo. E’ una riproduzione di un piccolo dipinto rinascimentale dedicato alle preghiere private, probabilmente di Alemanno Adimari, cardinale di origine fiorentina e arcivescovo di Pisa. In questa riproduzione, la Maestra Salvadori ha impiegato tempera e oro zecchino, utilizzando colori identici alla tavola originale dipinta da Gentile da Fabriano.