Rinascimento

L’Oro di Arezzo e l'arte di Silvia Salvadori Esiste un legame indissolubile, un filo lucente che attraversa i secoli e unisce le mura medievali di Arezzo alla maestria delle sue botteghe. È il richiamo dell'oro, un metallo che qui non è solo decorazione, ma un linguaggio identitario. In questo contesto di eccellenza millenaria, l’opera di Silvia Salvadori si inserisce come una prosecuzione naturale e colta, capace di ridare voce alla grandezza del passato attraverso una maestria tecnica senza tempo. Arezzo e la Vocazione per la Luce Città d’arte e d’ingegno, Arezzo è universalmente riconosciuta come la capitale dell'oro. Questa tradizione, che affonda le radici nel periodo etrusco e si è consolidata nel Rinascimento, ha reso la città un punto di riferimento mondiale per la lavorazione dei metalli preziosi. L’oro ad Arezzo non è mai stato un semplice sfoggio di ricchezza, bensì il simbolo di una perfezione artigianale che richiede pazienza, precisione e una profonda conoscenza della materia. L’Arte di Silvia Salvadori: Dove l'Oro si Fa Poesia Nelle opere di Silvia Salvadori, l'oro smette di essere "metallo" per farsi luce pura. Formatasi nella grande tradizione della pittura senese e aretina del Trecento e Quattrocento, Silvia non si limita a dipingere: ella evoca e tramanda la tradizione del fondo oro italiano nella città dell'oro Arezzo.  Il cuore pulsante della sua produzione risiede nell’utilizzo magistrale della foglia d’oro zecchino, applicata secondo le antiche ricette dei trattati di Cennino Cennini. Ogni tavola è un rito:  * La Preparazione: Il supporto in legno, la gessatura meticolosa, l'incisione a mano.  * La Doratura: L'applicazione della foglia d’oro, che richiede un soffio e un battito di ciglia per essere domata.  * La Punzonatura: Quel ricamo millimetrico sull'oro che crea giochi di rifrazione, tipico dei grandi polittici che ancora oggi ammiriamo nelle basiliche aretine. Un Dialogo tra Storia e Contemporaneità Il lavoro di Silvia Salvadori è l’anello di congiunzione tra l’Arezzo dei grandi orafi toscani e l’arte figurativa più raffinata. Se la città trasforma l'oro in gioiello, Silvia lo trasforma in sacralità e bellezza. Che si tratti di una reinterpretazione di un’icona classica o di un’opera originale, il fondo oro non è mai statico; è un elemento vivo che cambia con il mutare della luce del giorno, proprio come i riflessi dell'oro nelle vetrine del centro storico. Oggi, questa eredità vive e si rinnova non solo nella storica galleria di Arezzo, ma anche nel nuovo spazio espositivo di Monte San Savino, in Corso SanGallo. Qui, l’arte di Silvia Salvadori continua a raccontare una storia di eccellenza toscana, dove la polvere d’oro si mescola ai pigmenti naturali per fermare il tempo e regalare allo spettatore un frammento di luce  "L'oro per me non è solo preziosa materia, è la base su cui poggia il mio pensiero. È la luce che permette al colore di vibrare e alla storia di Arezzo di continuare a splendere attraverso le mie opere. "   In foto: Scena di caccia in stile rinascimentale dipinta da Silvia Salvadori Dipinto scena di caccia su fondo oro Arezzo città dell'oro Arte rinascimentale e pittura su fondo oro Oro, pittura a tempera

Chimera di Arezzo

Stemma della città di Arezzo

Arezzo Tuscany

On Rinascimento
L'Anima dell'Oro: L'Arte Senza Tempo di Silvia Salvadori Benvenuti nel mondo di Silvia Salvadori, dove la maestria del passato incontra la sensibilità contemporanea. Nelle mie gallerie di Arezzo e Monte San Savino, riporto in vita l’eterno splendore dell’arte toscana rinascimentale e della tradizione medievale, creando opere che sono ponti sospesi tra i secoli. L'Eccellenza del Fondo Oro ad Arezzo La mia attività artistica affonda le radici nel cuore pulsante della Toscana. Arezzo, storicamente celebrata come la città dell’oro in Italia e nel mondo, è la cornice ideale per la mia ricerca. Qui, l'oro non è solo un materiale, ma un linguaggio di luce. Ogni mio dipinto su oro è realizzato seguendo le antiche tecniche dei maestri del Trecento e Quattrocento, utilizzando oro zecchino per dare vita a ogni singola icona sacra e opera profana. Tradizione e Tecnica: Il Dipinto su Tavola La mia produzione si distingue per il rigore filologico e la cura del dettaglio. Specializzata in arte sacra e arte medievale, ogni dipinto su tavola viene preparato con gesso e colla di coniglio, seguendo i precetti di Cennino Cennini. La lucentezza del fondo oro avvolge figure che sembrano sussurrare storie antiche, rendendo ogni pezzo un’opera unica di alto artigianato. Oltre il Sacro: Paesaggi e Scene di Caccia in stile rinascimentale. Dipinti ispirati al Rinascimento toscano eseguiti con antiche tecniche pittoriche.  Non solo spiritualità: la mia visione abbraccia l'intera eredità del Rinascimento. Nelle mie collezioni potrete trovare:  Dipinto di paesaggio toscano: dove le colline, i cipressi e le luci della nostra terra vengono trasposti su tavola con una profondità poetica.  Scena di caccia: composizioni dinamiche che richiamano i fregi e le decorazioni delle grandi dimore nobiliari toscane.   Vi invito a scoprire la magia della doratura e la precisione del tratto presso la mia storica bottega di Arezzo o nella nuova galleria in Corso Sangallo a Monte San Savino. Immergetevi in un’atmosfera dove l'arte è ancora fatta di tempo, dedizione e preziosi riflessi dorati.   In foto:  La Minerva di Arezzo Dipinto di Silvia Salvadori a tempera su fondo oro zecchino "Arezzo città dell'Oro"       Tempera su fondo oro zecchino

Scena di caccia rinascimento

La Minerva di Arezzo

Paesaggio Toscano dipinto

On Rinascimento

Natività di Gesù bambino.

Dipinto di Silvia Salvadori Ispirato alle natività del primo Rinascimento toscano.

 

Nel dipinto vi è rappresentato il momento più tenero della natività di Gesù con accanto il bue e l'asino.

La piccola icona è stata eseguita utilizzando oro zecchino 23 karati in foglia finemente inciso a bulino come da antica tradizione Toscana (cisello oreficeria).

In questo dipinto troviamo fusi insieme lo stile rinascimentale dei grandi fondi oro rivisto in chiave moderna e contemporanea.

8,5 x 9,5 cm

Novità per questo Natale.

 

Arezzo è una delle città più belle della Toscana, che incanta con il suo fascino medievale. Città d'arte e di poeti, attrae da sempre molti visitatori.

 

 Vieni a scoprire l’ultima collezione di opere d’arte di Silvia Salvadori interamente realizzate con oro puro 23 carati e pigmenti antichi preziosi tipici della pittura del Rinascimento toscano.

 

 L’arte Toscana rivive in questo Natale con l’arte d’oro della maestra Silvia.

 

Potete visitare la Bottega d’arte ad Arezzo nel cuore del centro storico a pochi passi da Piazza Grande dove ogni anno si svolge l’antica giostra cavalleresca del Saracino.

 

 E’ in questa splendida cornice medievale che l’artista Silvia Salvadori  trae ispirazione. Nelle opere di Silvia potete ammirare il paesaggio medievale toscano eseguito con tecniche pittoriche del Rinascimento toscano in chiave moderna e contemporanea. Le sue dame richiamano l’arte rinascimentale di Piero della Francesca.

 

L’oro zecchino fa da cornice in ogni sua opera e il suo stile rinascimentale e moderno permettono all’artista di esaltare al massimo questa antichissima tecnica pittorica in uso nel primo Rinascimento in Toscana dai più grandi artisti come Cimabue nel Crocifisso di San Domenico e il Polittico di Pietro Lorenzetti conservato presso la Pieve di Santa Maria in Arezzo.

 

La bottega d’Arte Toscana è uno scrigno di arte e cultura dove l’arte del medioevo toscano e del primo Rinascimento riescono a ritrovarsi in una armoniosa sintesi fatta di luce, oro zecchino e colore puro che solo l’artista Silvia Salvadori riesce a ricreare.

 

 La Bottega d’Arte Toscana sarà  una luce sempre accesa per illuminare questo Natale.

 

 La novità assoluta di questa edizione, che sarà svelata nel mese di dicembre farà da cornice al programma per le feste.

 

Ancora una volta Arezzo sarà protagonista nello scenario dell’arte e della cultura a livello internazionale.

Vieni a scoprire a Natale la Galleria d’arte di Silvia Salvadori e la sua Nuova collezione!

 

Visita Arezzo!

Dipinto originale di Silvia Salvadori. Icona della Nativià. Tempera e oro zecchino su tavola

Gesù bambino di Sano di Pietro

Icona di Cristo di Beato Angelico

On Rinascimento
Portraits of Tuscany ® Medieval Tuscan landscape. Tuscan Landscape by Silvia Salvadori. Copyright ® 2022 Original very vivid landascape  tuscany painting. Silvia Salvadori's works is the unique technique and use of the tempera gold and his authentic  representation of reality. Its tuscan landascapes are inspired by the Renaissance and the Tuscan Middle Ages. Images of a land that relives as in an eternal dream in his paintings.      20,5 x 13,5 cm Tempera and pure Gold on wood

Scena di caccia

Firenze

Guidoriccio da Fogliano all'assedio di Montemassi

On Rinascimento

Riproduzione d’arte tratta da dipinto della Grande Pietà Ronde di Jean Malouel.

Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola. Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec. Tecnica originale dipinto a tempera al tuorlo d’uovo su fondo oro zecchino 24 carati. Decorazione su oro eseguita interamente a bulino. Tavola di legno antica. 65 x 65 cm x 2 cm Storia : Jean Malouel in olandese Jan Maelwael (Gueldre, 1397 -1415), pittore e miniatore olandese. Fu pittore di corte della Regina Isabella di Baviera e del Duca di Borgogna e un importante artista del Gotico internazione. Il dipinto originale di Jean Malouel si trova conservato presso il Louvre di Parigi. Jean Malouel dipinge una Grande Pietà Ronde - Pitié de Notre Seigneur (1400-1415), dove il dolore si fa intimo, più composto, silenzioso, unito a una grande raffinatezza lineare. L’opera fu commissionata da Filippo l’Ardito, fratello del Re Carlo V. Questa bellissima opera particolarmente densa di devozione, è stata realizzata da Silvia Salvadori su commissione. La sua realizzazione ha previsto molti mesi di lavoro e studio. In particolare, sono state ripristinati i colori originari, in gran parte molto alterati da puliture aggressive effettuate nel corso dei secoli sia sulla pellicola pittorica che nella doratura. In alcuni tratti del dipinto originale il decoro era scomparso e pertanto è stato necessario una sua attenta e completa ricostruzione. Silvia Salvadori ha aggiunto una sottile fascia dorata e finemente incisa a bulino, in sostituzione di una ipotetica cornice presente un tempo nell’opera originale. Per questa opera sono stati impiegati i migliori pigmenti utilizzati e descritti dai più importanti maestri pittori toscani, primo fra tutti Cennino Cennini. Tutto è stato curato in ogni più piccolo particolare, dai capelli, alle ali degli angeli, agli sgargianti drappeggi, sino alle espressioni dei volti molto simili, se non addirittura identiche all’opera originale. Conservato presso il Louvre di Parigi Tempera su fondo oro zecchino 23 K, incisioni a bulino, tavola antica di abete Riproduzione d'Arte dipinto di Silvia Salvadori

Icona di Cristo di Beato Angelico

Tentazione di Cristo sul monte

Icona di Cristo in trono e i quattro Evangelisti

On Rinascimento

Madonna dell’Umiltà. Riproduzione d’arte di Silvia Salvadori.

Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola. Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec. 32 x 43 cm Madonna dell'Umiltà. Riproduzione d'Arte di Silvia Salvadori. Dipinto scuola senese. Icona della Madonna con Bambino dipinta con la tecnica originale della scuola senese di pittura a tempera e oro zecchino su tavola antica secondo le antiche ricette della scuola senese - dipinto di Silvia Salvadori. Opera tratta da Giovanni di Paolo (Siena 1400 ca. - 1482), pittore e miniaturista italiano, uno degli artisti più importanti della scuola senese del XV secolo. Nelle opere giovanili di Giovanni di Paolo, si nota l'influenza dei maestri senesi precedenti, come Pietro Lorenzetti, ma il suo stile maturo diventò sempre più personale, caratterizzato da colori forti, netti, e forme allungate. I polittici tardogotici di Giovanni di Paolo, suggeriscono un'atmosfera quasi surreale, le figure umane, molto espressive e definite da segni di contorno netti, sono dipinte in paesaggi geometrici arricchiti di piccole scene opere di Giovanni di Paolo, tra cui spiccano la Madonna dell'Umiltà (1445 ca.) e il Giudizio universale (1460-1465), sempre di Giovanni di Paolo. Riproduzione d'arte, icona sacra - scuola senese. Dipinto scuola senese. Pinacoteca Nazionale, Siena Tempera e oro zecchino su tavola di legno di pioppo Riproduzione fedele della tavola originale. Icona della Madonna con Bambino (artista di riferimento: Giovanni di Paolo). Icona sacra dipinta a mano su fondo in oro zecchino e con la tecnica originale della scuola senese. 

Annunciazione

Angelo annunciante

Santa Caterina d'Alessandria

Off Rinascimento senese

Madonna dell’Umiltà di Gentile da Fabriano. Copia d’autore di Silvia Salvadori.

Icona sacra realizzata con tempera e foglia d’oro su legno. Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec. 26,5 x 22 cm Icona dipinta a mano tratta da Gentile da Fabriano. Dipinto di Silvia Salvadori. Riproduzione di dipinti di scuola senese del '300 e '400 realizzata con la tecnica originale : Tempera su tavola dorata a foglia oro zecchino - 23 k -. OPERA TRATTA DA GENTILE DA FABRIANO. Icona Madonna col Bambino su fondo oro - lamina oro zecchino.Copia d'autore unica della Madonna dell'Umiltà. Icona della Madonna con Bambino (Riproduzione d'arte da Gentile da Fabriano - Silvia Salvadori) dipinta a tempera e oro zecchino su tavola antica secondo le antiche ricette della scuola senese. icona sacra dipinta a mano. Incisioni e decorazioni eseguite su oro zecchino. Riproduzione d'arte da Gentile da Fabriano, Madonna dell'Umiltà. Icona riproduzione d'Arte.   La Madonna dell'Umiltà è un dipinto tempera su tavola (56x41 cm) di Gentile da Fabriano, databile al 1420-1423 circa e conservata nel Museo nazionale di San Matteo a Pisa. L'opera di Gentile da Fabriano proviene dalla pisana Pia Casa della Misericordia, dove venne prelevata nel XIX secolo per essere musealizzata. Non sono chiare le circostanze della commissione della tavoletta, che per le sue dimensioni doveva essere destinata alla devozione privata. Forse potrebbe essere stata richiesta da Alemanno Adimari, cardinale di origine fiorentina e arcivescovo di Pisa, che si fece decorare il sepolcro nella chiesa romana di Santa Maria Nova proprio da Gentile da Fabriano in quegli anni (opera perduta citata da Giorgio Vasari).La Madonna dell'Umiltà di Gentile da Fabriano, cioè seduta in terra su un cuscino, era un tema molto caro alla pittura del primo XV secolo. La Vergine Maria è raffigurata in adorazione del figlio che tiene sulle ginocchia, su un preziosissimo drappo dorato, finemente decorato. Corrispondenze stilistiche e tecniche, come la raffinata lavorazione dell'oro nello sfondo e nei tessuti, rimanda al periodo fiorentino dell'artista, pienamente confrontabile con la Pala Strozzi (1423), mentre la posa del Bambino ricalca un'altra opera di quegli anni, l'Adorazione del Bambino del Getty Center.   Sul tema l'artista si era già cimentato almeno in una tavola al Getty Museum di Los Angeles databile al 1420-1421 circa, dove però la Vergine Maria è pienamente frontale. Nella tavola di Pisa invece la Vergine Maria è disposta quasi di profilo ed emana una maggiore intimità e un più forte raccoglimento nel gruppo sacro. Il Bambino sembra quasi sorridere alla madre ed ha un gesto fanciullesco di afferrarle l'orlo dorato del vestino mentre sgambetta. Tipico dell'artista è il trattamento morbidissimo degli incarnati. La sontuosità dell'oro, mischiato a lacche rosse, fa passare in secondo piano gli accenni alla profondità del cuscino e della tenda di sfondo. Lungo il bordo del manto della Vergine Maria corre l'iscrizione "AVE M[A]T[ER] DIEGNA [D]EI". Sull'orlo del panno dov'è disteso Gesù compaiono invece caratteri arabi, che sono stati letti come il versetto del Corano che recita "Non c'è altro Dio al di fuori di Allah" (لا إله إلا الله - Lā ilāha illa Allāh). La presenza di una tale iscrizione non è stata chiarita, forse si tratta di una copia da un testo senza saperne il significato, per dare un tocco di esotismo alla rappresentazione. Tempera e oro zecchino, colori identici alla tavola originale dipinta da Gentile da Fabriano. Tempera su fondo oro zecchino. Riproduzione d'arte da Gentile da Fabriano Tempera e oro zecchino su tavola antica, lamina oro zecchino inciso Tempera e oro zecchino, colori identici alla tavola originale dipinta da Gentile da Fabriano. Icona della Madonna con Bambino, Icona riproduzione d'Arte. Icona Madonna col Bambino su fondo oro - lamina oro zecchino.

Angelo annunciante

Angeli musicanti

Madonna di crevole di duccio di Buoninsegna

Off Rinascimento

Coppia di Angeli Musicanti su fondo oro. Dipinti di Silvia Salvadori.

Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola. Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec. 10 x 18 cm I due Angeli sono stati dipinti in stile martiniano (Simone Martini) con la tecnica originale della scuola senese. Si notino i minuziosi dettagli d'esecuzione e dei bellissimi colori rosa pastello e azzurro cobalto delle voluminose e morbide vesti. Le ali sono state finemente incise su oro con la tecnica a graffio a donarne infiniti giochi di luce. Dipinto di Silvia Salvadori Tempera e oro zecchino 23 k, inciso a bulino. Tavolette di legno antico.

Angelo annunciante

Madonna di crevole di duccio di Buoninsegna

Off Rinascimento

Madonna del Solletico. Riproduzione d’Arte tratta da Masaccio, studio del volto della Vergine e reinterpretazione di Silvia Salvadori.

Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola. Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec. 18 x 20 cm L’opera commissiona a Silvia Salvadori ha previsto un primo studio molto accurato del volto e un ripristino dell’incarnato originario e del copricapo in oro, nell'originale in cattivo stato di conservazione. Molta attenzione è stata prestata anche per il delicato e prezioso ricamo floreale presente all'interno dell’aureola e molto abraso nella tavoletta originale. Silvia Salvadori ha ripreso alla perfezione ogni singolo particolare dei decori. L’incarnato della Vergine è ritornato a risplendere della sua luce naturale. Silvia Salvadori in questo suo studio del volto della Vergine di Masaccio, ha voluto immaginare come potesse apparire l’opera originale prima dei vecchi restauri e delle errate puliture eseguite in passato. Storia: La Madonna Casini (Madonna col Bambino), detta anche Madonna del solletico, di Masaccio, è una tempera su tavola di dimensioni molto piccole (24,50x18,20 cm), conservata agli Uffizi di Firenze e databile al 1426-1427. La piccola tavola doveva essere quasi certamente un dipinto per la devozione privata appartenuto al cardinale di origine senese, giurista e canonista, Antonio Casini, il cui stemma è dipinto sul retro della tavola (d'oro, alla fascia di nero caricata di una crocetta di rosso, e accompagnata da sei stelle a otto punte d'azzurro, ordinate in cinta). La presenza del cappello cardinalizio sullo stemma ha fatto pensare a una datazione concomitante o comunque posteriore alla sua nomina, avvenuta il 26 maggio 1426. Il cardinale, personaggio colto e raffinato, amico di Branda Castiglione (committente di Masolino e forse dello stesso Masaccio) era in contatto con vari umanisti ed è probabile che avesse scelto il pittore fiorentino dopo la partenza di Masolino per l'Ungheria. Le vicende antiche dell'opera sono ignote. Fu scoperta nel 1947 da Rodolfo Siviero che la riportò in Italia tra i capolavori trafugati dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. esposta nella collezione Loeser a Palazzo Vecchio venne di nuovo rubata nel 1971 e ancora una volta ritrovata da Siviero due anni dopo. Dal 1988 è agli Uffizi. Il primo ad attribuire l'opera a Masaccio fu Roberto Longhi nel 1950. Uffizi, Firenze. dipinto a tempera su fondo oro zecchino 23 k, decorazioni a bulino incise su oro a punta di pietra d'agata. Applicazione della decorazione a conchiglia (polvere d'oro zecchino) sul manto della veste in blu lapislazzuli. Tavola di legno antico.

Madonna di crevole di duccio di Buoninsegna

Annunciazione

Angelo musicante

Off Rinascimento

Scrigno medievale con Sirene. “Oceano” dipinto di Silvia Salvadori ®

Realizzato con tempera, pietre dure e oro zecchino. Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec. Scrigno medievale in oro zecchino, pietre dure (turchesi), dipinto a tempera e raffigurante due sirene con al centro un cavalluccio marino dorato in rilievo. Tutti i lati dello scrigno presentano coralli e chiocciole di mare dipinte. Dipinto autografo di Silvia Salvadori. opera di Silvia Salvadori. scatola dorata a foglia oro zecchino 23 k e decorata a mano

Madonna col bambino

Angelo annunciante

Santa Maria Maddalena

Off Rinascimento

Scrigno Dama con l’Unicorno

Realizzato con tempera e oro zecchino. Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec. Scrigno Dama con l'Unicorno. Scatola dorata a foglia oro zecchino 23 k e incisa a bulino. Doratura a "guazzo" originale. Dipinto raffigurante una Dama che abbraccia un Unicorno simbolo della contrada del Leocorno di Siena. Il paesaggio sullo sfondo richiama le crete senesi d'inverno. Il paesaggio senese con i castelli, crete e cipressi fanno da cornice all'intera composizione. Sul fronte della scatola spicca un diadema in bassorilievo con testa di Unicorno. I decori laterali sono stati eseguiti a "graffio" su fondo oro zecchino. Il dipinto è stato realizzato secondo le più antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XIV sec. Contrada del Leocorno, Siena. Dipinto realizzato da Silvia Salvadori opera di Silvia Salvadori. scatola dorata a foglia oro zecchino 23 k e incisa a bulino

Madonna col bambino

Angelo musicante

Angelo annunciante

Off Rinascimento

Icone sacre di Santa Caterina e Sant’Agnese.

Icone sacre realizzata con tempera e oro zecchino su tavola. Opere eseguite con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec. 11 x 11 cm Le due piccole icone sono state pensate da Silvia Salvadori per arredare piccoli spazi e sono state pensate per creare un apparato decorativo modulare composto da quadrati con all’interno cerchi in rilievo ospitanti figure di Santi. Le figure, di dimensioni quasi miniaturali, sono realizzate con grande maestria di dettaglio. Ogni particolare, decori in oro, capelli e animali presenti, assumono caratteri di grande naturalismo e vivacità cromatica. Il volto di Santa Caterina è quello di una donna decisa, combattente e nobile. Caterina era una bellissima fanciulla figlia di un Re, istruita sin da piccola alle arti liberali e quindi molto colta. Santa Caterina d’Alessandria è patrona dei filosofi, dei giudici, dei notai, degli studenti, delle confraternite femminili, ma anche dei sarti, mugnai, ceramisti e cartai. Storia: La leggenda narra che una schiera di angeli discese dal cielo per portare in salvo il corpo della Principessa ormai senza vita. Nel 305 in Egitto fu proclamato Massimo Daia governatore di Egitto e Siria. In occasione della sua nomina furono indetti grandi e fastosi festeggiamenti, nei quali si prevedevano numerosi e cruenti sacrifici di animali. Santa Caterina inorridita da tali barbariche pratiche vi si oppose con grande fermezza e convinzione, chiedendo a tutti di abbandonare il Paganesimo in favore del Cristianesimo. Il Governatore, affascinato dal carattere deciso della ragazza ma anche dalla sua bellezza, non si arrabbiò e decise di inviare a palazzo una schiera di filosofi per farle cambiare idea, ma Caterina ci riuscì subito. Massimo allora decise di far bruciare vivi tutti i suoi letterati, proponendo alla fanciulla di sposarlo per avere salva la vita. Santa Caterina rifiutò la proposta e venne mandata al martirio. Fu messa sulla ruota dentata, ma non appena la ruota sfiorò la fanciulla, si ruppe in mille pezzi, sotto lo sguardo stupito di tutti. Il procuratore Massimo, ormai furibondo, si vide costretto ad ucciderla in una maniera più diretta, facendola decapitare sul posto. L’icona di Santa Agnese è invece rappresentata da Silvia Salvadori con in mano l’agnello della Passione di Cristo e con in dosso una veste di un azzurro lapislazzuli dai toni molto accesi. Silvia Salvadori rappresenta in questa sua icona una Santa Agnese dal volto quasi fanciullesco caratterizzato da un incarnato roseo e delicato tipico della pittura senese di Simone Martini Storia: Sant’Agnese E’ stata una Santa romana che subì il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano. Secondo la tradizione essa si rifiutò di entrare in clausura fra le vestali e il Prefetto ne ordinò l’uccisione. Altre fondi parlano di una condanna per magia e per questo fu arsa al rogo. Le fiamme si divisero sotto il suo corpo senza lambirlo e i capelli crebbero coprendone la nudità. Dopo questo miracolo Agnese fu trafitta da un colpo di spada alla gola. Essa viene raffigurata con in braccio un Agnello, poiché veniva sacrificato subendo la stessa sorte. Dopo la sua morte i copro fu sepolto in una catacomba che tutt’oggi riporta il Suo nome. Sant’Agnese è venerata come protettrice delle Vergini, dei giardinieri, delle Figlie di Maria ed è la Santa Patrona del Sacro Ordone della Santissima Trinità. dipinti di Silvia Salvadori. tecnica di pittura scuola senese (Cennino Cennini). Tempera su fondo oro zecchino, tavola antica e cornice in rilievo fondo oro, incisioni a bulino Santa Caterina disponibile per la vendita.

Madonna di Crevole

Angelo annunciante

Composizione floreale

Off Rinascimento
Iscriviti a Rinascimento