Il viaggio di Maria Maddalena

Testi a cura di: Anna Maria Parlato storica e critica d'arte

 

“In verità vi dico:/ dovunque sarà predicato il Vangelo, / nel mondo intero, sarà detto anche/ ciò che essa ha fatto,/ in ricordo di lei”‒ Matteo 26, 13

 

Emblema di una femminilità seduttrice e corruttrice, in quanto colpevole erede di Eva, Maria Maddalena ha dovuto, per riscattarsi, misconoscersi come donna e, secondo le leggende medievali, espiare la propria colpa nel deserto.

 

La vita eremitica la rese brutta ma casta, coperta solo dalla propria coltre di capelli che ricordavano l’innocenza di Eva ancor vergine nell’Eden perduto, tant’è che divenne fonte d’ispirazione per la scultura lignea di Donatello. Metafora della complessità dell’universo femminile è stata dea, peccatrice e santa in un solo archetipo: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e Marta, Maria di Magdala, colei che l’evangelista Luca definisce tormentata da sette demoni e che fu l’annunciatrice della Risurrezione, l’anonima peccatrice, che pianse ai piedi di Cristo a casa del fariseo Simone.

Misure: 40x30 cm

Categorie: Medioevo

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Descrizione

Maria Maddalena viene spesso confusa con le altre Maria della storia di Gesù perchè coloro che hanno plasmato la Chiesa hanno voluto così. Hanno decretato che non ci fosse la possibilità di intravedere la forza di questa donna che aveva avuto l’ardire di essere pari del Messia. Gesù la scelse per essere la torre (il termine Magdala, in ebraico, significa torre) che tutti avrebbero visto da lontano e che avrebbe illuminato la via degli esseri umani. Gesù la scelse per essere il faro anche nei giorni che sarebbero seguiti alla sua morte. Maria Maddalena non fu una donna remissiva e passiva davanti al volere degli uomini. Lei aveva una voce, fatta di parole proferite con gentilezza ma decisione.

Fu una persona e una donna. Nacque per essere se stessa, per diventare il simbolo di una fede che può rinascere dagli sbagli. Ma una donna così forte seppe incutere timore in quegli uomini che decisero che lei avesse violato un codice comportamentale vecchio di secoli, non aderendo a nessun ruolo canonico. In un mondo interamente maschilista, Maria Maddalena andò controcorrente, sfidò le maldicenze degli uomini sulla sua reputazione di prostituta. Lei da leonessa ha combattuto ed è stata una anticonformista per l’epoca. Quando lei iniziò a preparare Gesù per la crocifissione, unse i piedi e i capelli di Cristo con un olio, il nardo. In tanti testi dell’Antico Testamento e della tradizione, di solito chi unge è colui che è superiore. Cristo che in greco vuol dire “colui che è unto”, scelse la Maddalena per farsi ungere, come se lui avesse accettato la sua superiorità. Questa è la conferma che Cristo sapesse che la Maddalena fosse abile nel tramandare l’insegnamento celato, l’insegnamento profondo, l’insegnamento femminile, lunare, che gli uomini non potevano capire completamente. La Maddalena immortalata nel dipinto della Salvadori, ha le fattezze di santa e nobildonna fiorentina, recante nella mano sinistra una rosa e nella destra il cofanetto degli unguenti. E’ una donna colta e raffinata con lo sguardo proteso verso il futuro che appare ancora incerto.

Originale: Dipinto di Silvia Salvadori © 2021
Misure: 40x30 cm
Tecnica: Tempera al tuorlo d'uovo su fondo oro zecchino.
Note:

L’artista ha ripreso la leggenda della Rosa-Croce nella quale si parla della Maddalena sposa di Cristo. Costei, infatti divenuta gravida, non poteva di certo restare a Gerusalemme e la leggenda non chiarisce se essa sia partita assieme alla Madonna alla volta dell’Asia Minore, ed in seguito si sia diretta verso la Francia, oppure se ― accompagnata da alcuni discepoli ― si sia imbarcata alla volta delle terre francesi.

Sta di fatto che, nella Francia meridionale, racconti velati narrano di una dinastia, quella dei Merovingi, che ha avuto origine da costei, e che sia sempre stata rigorosamente protetta da contaminazioni, ostilità o eventuali attacchi dottrinali. Alle spalle della Maddalena si intravede un paesaggio di reminiscenze fiamminghe in cui è immortalato questo viaggio i cui protagonisti sono dame e cavalieri.

Ogni singola opera della Salvadori è un racconto visivo, un viaggio poetico, inquietante e introspettivo tra i simboli della vita nei quali ogni osservatore può trovare elementi e spunti in cui riconoscere parte di sé e della propria storia, come in questo caso in cui una storia tutta al femminile può e deve diventare un riscatto per l’umanità intera. L’opera d’arte diventa un percorso di esplorazione sul quale perdersi per incontrare la parte più profonda di se stessi, è la summa della contrapposizione donna-uomo e dell’affermazione di una nuova identità femminile.

Altre opere

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