Fiat Lux

Testi a cura di: Anna Maria Parlato storica e critica d'arte

 

Fiat Lux et Lux fuit: Dio disse sia fatta la luce e la luce fu. Il fiat è la prima espressione dell'Antico Testamento ed è anche il verbo principale della prima frase pronunciata dalla Madre di Dio nei testi evangelici.

 

E’ l’inizio del tutto, della vita nella Bibbia e nel Nuovo Testamento lo stesso verbo latino viene pronunciato dalla Vergine Maria in risposta all'angelo dell’Annunciazione: “Ecce ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum tuum. Et discessit ab illa angelus”. Questo è ciò che Maria risponde all’angelo nel giorno dell’Annunciazione. Ecco la serva del Signore. Infatti “ancilla” vuol dire proprio serva, schiava. Le sue parole – riportate nei Vangeli – rimarcano una evidente sudditanza.

Misure: 30x36 cm

Categorie: Arte Moderna

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Descrizione

Tutti sanno chi è la Madonna e anche se non tutti credono che sia stata la madre del Cristo o che abbia ricevuto la visita di un angelo e abbia concepito un figlio con il Signore, la sua è una storia senza alcun dubbio affascinante. E ancora di più lo è ciò che rappresenta. Infatti Maria non è solo una santa: è la santa tra le sante, ha preghiere a lei dedicate, è il perno della Chiesa. Lei è l’unica donna venerata quasi al pari di un dio. Ma quel quasi non necessariamente indica una subordinazione: potrebbe anche essere insubordinazione.

 

Dopotutto, se non fosse esistita lei, Gesù non sarebbe mai nato. Una figura che, lungi dall’essere ancilla, è necessaria all’esistenza stessa di Cristo; così come ogni uomo necessita di una donna per venire al mondo. La potenza e la bellezza di Maria sono così possenti che anche il sommo poeta Dante Alighieri nell’ultimo canto del Paradiso volle sublimarle in una dolce e accorata preghiera: “Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura”.

 

Il dipinto della Salvadori muove i suoi passi dall’iconografia tardo quattrocentesca dell’Annunciazione di Sandro Botticelli, commissionata all’artista fiorentino nel 1489 dal cambiavalute Ser Francesco Guardi per la cappella di famiglia nella chiesa di Santa Maria Maddalena in borgo Pinti a Firenze. Nell’opera intitolata appunto Fiat Lux ci sono evidenti richiami con la tela del Botticelli come la schematicità e l’essenzialità della composizione in un ambiente sobrio in cui i colori porpora e blu lapislazzulo hanno una forte predominanza per poi dissolversi nel paesaggio astratto.

Originale: Dipinto di Silvia Salvadori © 2021
Misure: 30x36 cm
Tecnica: Dipinto su tela di lino. Tempera al tuorlo d'uovo su fondo oro zecchino.
Note:

Il profilo dell’arcangelo Gabriele e il giglio sono presenti nell’opera del Botticelli mentre la stella luminosa, ossia la scintilla divina, è un dettaglio escogitato dalla Salvadori per spiegare cosa di lì a poco accadrà e per sottolineare l’inizio del tutto. Il paesaggio toscano che traspare in lontananza, di dechirichiana memoria, è un porto. Tutto il resto della composizione a quadrati di colore puro e oro rappresenta le trame dei broccati che si fondono con i colori della ambiente circostante. Le sue pennellate sono intrise di una forte carica emozionale, una tensione energica dovuta ai contrasti ricercati, ai tagli policromi dei blu, dei viola, dei rossi, dei gialli e dei verdi, a volte stemperati per ottenere velature di pregio ed effetti luminescenti.

 

La Salvadori spazia con fare sicuro in tutte le sfaccettature del colore, delineando così forme quasi spontanee, sentite e che profumano dei ricordi di una terra a lei familiare, avvolgente, che lascia l'arte libera di planare in un cielo realmente tinto d’azzurro e in un mare profondo e cristallino, di cui il porto ne preannuncia l’esistenza. L’arte per la Salvadori è felicità visiva, serena immersione nella lirica del paesaggio, inesauribile sapore di cose perdute nella memoria. Entrare in questo mondo pittorico è come sentirsi avvolti da una poesia fatta di colori tenui, di luci equilibrate in pennellate sinuose e guidate da un istinto artistico naturale, è lo “shock in my town” che cantava Battiato per scappare via dalla paranoia, è il tornare indietro nel tempo e il riavvicinamento alla fonte della vera arte fatta di semplicità, purezza, gioia di osservare e di esprimere senza vincoli né costrizioni.

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